Rilascio di alluminio, il Cnsa raccomanda il monitoraggio

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Il Ministero della Salute ha pubblicato un aggiornamento del Comitato nazionale per la Sicurezza alimentare sull’esposizione del consumatore all’alluminio derivante dal contatto alimentare.
Il Comitato suggerisce l’elaborazione di un Piano di monitoraggio nazionale relativo alla presenza e rilascio di alluminio dai materiali a contatto e di avviare iniziative di informazione e di comunicazione del rischio ai cittadini e alle imprese.

Fonte: @nmvi Oggi

Data: 06/12/2019

 

Il Ministero della Salute ha pubblicato un aggiornamento del Comitato nazionale per la Sicurezza alimentare (Cnsa) sull’esposizione del consumatore all’alluminio derivante dal contatto alimentare. 

Il Cnsa è tornato a valutarne i rischi su richiesta della Direzione generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione, in seguito ad uno studio dell’Istituto superiore di Sanità sui contenitori di alluminio utilizzati per la cottura o la conservazione di alimenti, in particolare di carni.

Il Cnsa conferma che la contaminazione del cibo – per fenomeni migrazionali da utensili o imballaggi – è un’importante fonte di esposizione alimentare all’alluminio. L’attenzione va rafforzata in particolare sulle fasce di età più vulnerabili, i bambini sotto i 3 anni e gli anziani sopra i 65 anni, ma anche sulle donne in gravidanza e sulle persone con funzionalità renale compromessa.

Il Cnsa suggerisce l’elaborazione di un Piano di monitoraggio nazionale relativo alla presenza e rilascio di alluminio dai materiali a contatto e di avviare iniziative di informazione e di comunicazione del rischio ai cittadini e alle imprese. Raccomanda, inoltre, di considerare i dati disponibili ai fini di un’eventuale definizione di un limite di migrazione a livello comunitario.
Invita, infine, il Ministero della Salute a promuovere studi sulla valutazione del rischio per la salute umana, in vista di un possibile aggiornamento delle indicazioni dell’Efsa sul ricorso a materiali alternativi o a leghe che minimizzino la cessione di alluminio e, quindi, la contaminazione di alimenti e bevande.

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