La direttiva 2011/91/UE, che abroga e perciò sostituisce la previgente direttiva 1989/396/CEE (recepita in Italia con d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 109) conferma l’obbligo di inserire il codice di lotto sulle etichette dei prodotti alimentari preconfezionati.
L’operatore mantiene libera responsabilità di prescegliere un codice alfanumerico, che può anche venire sostituito dal termine minimo di conservazione o dalla data di scadenza ove essi siano completati con la citazione del giorno.
Senza dimenticare il significato proprio dell’apposizione del lotto, che è quello di contrassegnare una partita dei prodotti alimentari realizzati in circostanze spazio-temporali pressoché identiche, ai fini dell’eventuale gestione di azioni correttive (ritiro, richiamo) laddove si riscontrino successivi problemi di sicurezza del prodotto.

PFAS, l’affidabilità delle analisi parte dalla strumentazione
La scelta della colonna LC più adatta è fondamentale per centrare l’obiettivo