Fonte: redazione “Alimenti&Bevande”
Data: 13/03/2017
Grazie all’attuazione di misure di controllo, il numero di casi di infezioni da Salmonella enteritidis (S. enteritidis) è in costante calo, con un massimo di due “episodi” a settimana, segnalati nel gennaio e nel febbraio di quest’anno.
Questi i dati contenuti in un aggiornamento della valutazione rapida del focolaio europeo – scoppiato nel maggio 2016 – pubblicato dall’Efsa e dal Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (Ecdc).
Oltre all’Italia, sono 13 i Paesi colpiti dal focolaio: Belgio, Ungheria, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo e Slovenia. Due i decessi, segnalati in Croazia e in Ungheria.
Evidenze ottenute tramite il sequenziamento dell’intero genoma (WGS) oltre alle indagini epidemiologiche, ambientali e di tracciabilità hanno indicato in uova provenienti dalla Polonia il veicolo dell’infezione.
“Data la possibilità che S. Enteritidis possa essere stata introdotta a monte nella catena di produzione delle uova – si legge in una nota pubblicata sul sito dell’Efsa – si raccomanda alla Polonia di verificare ulteriormente lo stato di incubatoi e allevamenti da riproduzione, in particolare quelli legati agli allevamenti risultati positivi. È auspicabile, inoltre, che i Paesi colpiti continuino a condividere informazioni sulle indagini epidemiologiche, microbiologiche e ambientali, compresa l’emanazione di notifiche in materia attraverso il Sistema di allerta rapido comunitario per alimenti e mangimi (Rasff) e il Sistema di allarme precoce e risposta (Ewrs), che rappresenta il canale ufficiale di notifica per le gravi minacce sanitarie transfrontaliere. Per contribuire al monitoraggio di questo focolaio, inoltre, i nuovi casi dovranno essere segnalati anche all’Epidemic Intelligence Information System for food and waterborne diseases (Epis-Fwd), il sistema per la ricerca di informazioni su malattie veicolate da cibi e acque”.
